function Testo_Costellazione(mese_num)
{
switch (mese_num) {

	case 1:
document.write("<TABLE WIDTH=90% ALIGN=CENTER>")
document.write("<TR>")
document.write("<TH ALIGN=CENTER><FONT SIZE=+1><B>ANDROMEDA</B></FONT></TH>")
document.write("</TR>")
document.write("<TR>")
document.write("<TD>")
document.write("<DIV P align=Justify>")
document.write("Abbiamo avuto più volte l’occasione di rievocare il mito di Andromeda, essendo le suevicende legate alla madre Cassiopea, al padre Cefeo, al suo salvatore Perseo e al di lui cavallo alato Pegaso. Possiamo ritrovare ampi riferimenti nella presente rubrica dei mesi dedicati a tali costellazioni. Riportiamo il sunto, a beneficio di coloro che avessero perso il numero scorso, di quanto illustrato nell’Almanacco del mese precedente. <BR><P>")
 
document.write("<B>IL MITO</B><BR>")
document.write("Secondo la mitologia Cefeo era il re d’Etiopia, sposo di Cassiopea e padre di Andromeda; accomunati dalle vicende a Perseo, Pegaso e al mostro marino della Balena, anche in cielo le rispettive costellazioni sono vicine l’un l’altra e costituiscono un gruppo noto come la Famiglia Reale. <BR>")
document.write("Parlare di una di queste costellazioni, o personaggi mitologici, comporta di parlare anche di tutte le altre. <BR>")
document.write("La responsabile della vicenda è  Cassiopea, vanitosa madre di Andromeda, e che pare fosse bellissima. Un giorno,mentre si ravviava la lunga chioma, esaltando la propria bellezza osò asserire di essere più bella anche delle Nereidi, le famose ninfe del mare figlie di Nereo. Una di esse, Anfitrite, era addiritura la moglie di Poseidone dio del mare, la quale offesa da tale ostentazione di vanità chiese al marito di punirla. Poseidone inviò un mostro marino, oggi identificato nella costellazione della Balena, a razziare e mettere a soqquadro la costa di Etiopia. Al re Cefeo, per far cessare tale piaga fu chiesto di sacrificare al mostro la bella figlia Andromeda che pertanto fu incatenata ad uno scoglio. <BR>")
document.write("Andromeda fu salvata all’ultimo istante da Perseo sul suo cavallo alato Pegaso. Come nelle favole più moderne, per ricompensa Andromeda fu concessa in sposa a Perseo, ma le cose non filarono così lisce come il re avrebbe voluto. Pare infatti che Cefeo avesse già promesso la figlia al proprio fratello Fineo il quale ovviamente si risentì del mancato matrimonio e, nel bel mezzo del banchetto nuziale, entrò nella sala per reclamare il proprio diritto. Ne nacque un aspro combattimento, descritto da Ovidio nelle Metamorfosi, in cui Cefeo pare che non si fosse distinto per particolari doti di forza e coraggio. ")
document.write("Toccò al solito Perseo risolvere la situazione ed uccidere gran parte dei nemici. <BR>")
document.write("La scarsa considerazione, dal punto di vista mitologico, in cui gli antichi tenevano i genitori di Andromeda,Cassiopea e Cefeo, la si riscontra nella posizione che loro è stata assegnata nel cielo. La vicinanza al Polo Celeste e la loro conseguente circumpolarità obbliga le costellazioni ad apparire spesso a testa in giù: un atteggiamento non certo regale. <BR>")
document.write("La forma della costellazione di Cassiopea suggeriva agli antichi la forma stilizzata di una sedia o di un trono, dal quale si narra che la cinica madre stesse ad osservare impassibile il sacrificio della figlia. In tale posizione è per lo più ")
document.write("raffigurata nelle antiche mappe celesti. <BR><P>")

document.write("<B>NEL CIELO </B><BR>")
document.write("E' una costellazione molto semplice costituita da tre stelle quasi allineate, Sirah, Mirach, Alamak. La prima è data in prestito alla costellazione di Pegaso per consentire la creazione del caratteristico quadrato. L'unione tra le due costellazioni le rende inconfondibili e e assai facili da riconoscere.<BR> ")
document.write("Nel mese di Gennaio le si osservano in prima serata prevalentemente in direzione Ovest. <BR>")
document.write("<P>")
document.write("<CENTER>")
document.write("<IMG SRC='gennaio/androm.gif' BORDER=1>")
document.write("</CENTER>")
document.write("<P>")
document.write("Interessante e ricco di spunti è il cielo intorno a questa costellazione. Nelle vicinanze della stella centrale Mirach è possibile osservare la galassia a spirale nota come la Grande Nebulosa di Andromeda; in serate limpide e scure è facilmente visibile ad occhio nudo come un chiarore diffuso; è senza dubbio l’unica galassia avvistabile senza strumenti e che il genere umano conosce da più lungo tempo, tanto è vero che ne sono stati fatti numerosi accenni in vari periodi storici. Con normali binocoli, usando la visione distolta, si può vedere per una lunghezza di quasi 4°. <BR>")
document.write("<P>")
document.write("<CENTER>")
document.write("<IMG SRC='gennaio/f_androm.jpg' BORDER=1><BR>")
document.write("<FONT SIZE=-1 Color=Navy><I>")
document.write("La galassia o Grande Nebulosa di Andromeda è sicuramente l'oggetto celeste più fotografato.<BR>Riportiamo, per gentile concessione di Nuovo Orione la fotografia di G.Tumino e M.Pluchinotta pubblicata nel numero di Novembre 1997")
document.write("</I></FONT>")
document.write("</CENTER>")
document.write("<P>")
document.write("Dal lato opposto si identificano facilmente tre stelline disposte a triangolo isoscele molto stretto e allungato: è appunto la costellazione del Triangolo Boreale che alcuni mitologi e astronomi  dell’antichità identificavano con la Sicilia o, forse più appropriatamente con il delta del Nilo. Circa a metà distanza tra la punta del triangolo e Mirach si può osservare un’altra galassia, la M33. ")
document.write("Sempre vicino al Triangolo si notano due stelle, non proprio eccezionali ma facilmente riconoscibili: costituiscono nientemeno che  la costellazione dell’Ariete, una delle più importanti dal punto di vista astrologico; essa è infatti la prima costellazione dello Zodiaco associata  all’inizio di ogni nuovo anno solare-zodiacale nonchè della Primavera. <BR>")
document.write("Altro fenomeno interessante che interessa la costellazione di Andromeda è la pioggia di meteore (Andromedidi) che raggiunge il massimo di attività intorno al 14 Novembre di ogni anno. La pioggia di meteoriti (o stelle cadenti) pare irradiarsi da un punto a Nord dell'ultima stella, Alamak. Questa pioggia ha una documentazione storica molto interessante e se ne trovano notizie sin dal 524 d.C. Le piogge più spettacolari si ebbero nel 1872 e 1885.<BR> ")
document.write("Attualmente l'attività è scarsa poichè la Terra passa soltanto attraverso i margini più esterni, e quindi meno densi, della corrente meteorica ed il fenomeno è mascherato dalla ben più intensa e famosa pioggia delle Leonidi che cade negli stessi giorni. <BR>")

document.write("</P>")
document.write("</TD>")
document.write("</TR>")
document.write("</TABLE>")	
	break
	
	case 2:
document.write("<TABLE WIDTH=90% ALIGN=CENTER>")
document.write("<TR>")
document.write("<TH ALIGN=CENTER><FONT SIZE=+1><B>ORIONE, IL CACCIATORE</B></FONT></TH>")
document.write("</TR>")
document.write("<TR>")
document.write("<TD>")
document.write("<DIV P align=Justify>")
document.write("<br>")
document.write("In prima serata volgete lo sguardo a Sud; vi appariranno quattro stelle disposte a rettangolo non proprio regolare al cui centro, in posizione leggermente obliqua si trovano altre tre stelle, meno luminose, ma ugualmente ben visibili. La configurazione è così prepotentemente appariscente che è impossibile non riconoscere Orione; anche il più inesperto osservatore del cielo non avrà alcuna difficoltà ad individuare questa costellazione.<BR>")
document.write("Sin dall’antichità è considerata, quasi unanimemente,  la più bella costellazione del cielo, grazie anche al fatto di essere circondata da stelle altrettanto splendenti. E’ la regina dei mesi invernali e le nottate fredde ma dall’atmosfera tersa e limpida danno maggior risalto alle stelle facendole scintillare ancor più.<BR>")
document.write("Per questi motivi, sin dai tempi più remoti è stata utilizzata come “marcatore stagionale”; il navigante, il pastore, l’agricoltore in base al suo apparire e scomparire dal cielo individuavano e riconoscevano i periodi più adatti per le diverse attività umane. Il sorgere mattutino delle Pleiadi, che precede quello di Orione, annunciava il periodo delle pioggie e dei mari in tempesta, mentre il sorgere di Sirio preannunciava agli antichi Egizi lo straripare del Nilo e l’inizio di un nuovo ciclo di coltivazioni.<BR>")
document.write("Assieme all’Orsa Maggiore e alle Pleiadi  Orione è citato da Omero nelle indicazioni che Calipso fornisce ad Ulisse per seguire la rotta che gli consenta di ritornare alla sua Itaca.<BR>")
document.write("<P><BR>")
document.write("<center>")
document.write("<IMG SRC='febbraio/orion1.gif' border=1>")
document.write("</center>")
document.write("<P><BR>Gli antichi vedevano in questa maestosa configurazione un gigante cacciatore accompagnato dai sui fidi cani. Le tre stelle centrali paiono stringere in vita questa costellazione per cui sono identificate con il termine “la cintura di Orione”; sotto di esse si nota una sorta di macchiolina luminosa, composta grossolanamente da quattro stelline avvolte da un batuffolo di ovatta; in esse gli antichi vedevano il pugnale da caccia dell’eroe ed ancora oggi con tale termine si usa contraddistinguerle. Il “batuffolo di ovatta” che si può apprezzare facilmente con un normale binocolo 7x50 altro non è altro che la famosa “Grande Nebulosa di Orione” una nube incandescente di gas dalla quale nascono a getto continuo nuove stelle. In serate particolarmente scure e dell’aria limpida la si può intravedere (forse sarebbe meglio dire intuire) anche ad occhio nudo. <BR>")
document.write("All’interno della Cintura, tra la prima e la seconda stella, si trova la nebulosa Testa di Cavallo; è un oggetto scuro che risalta grazie allo sfondo più luminoso creato dagli oggetti circostanti: la sua forma è somigliante in maniera impressionante alla testa e al collo di un cavallo nero, criniera compresa. La sua visibilità non è agevole, occorrono strumenti potenti e tutta la sua bellezza la si può apprezzare pienamente in fotografia.<BR>")
document.write("Ad una osservazione un poco più attenta si nota che la stella più alta a sinistra, Betelgeuse, ha un colore più caldo, tendente al rossastro mentre le altre tre sono di colore bianco quasi puro, seppur con luminosità diverse.<BR>")
document.write("Fotografando la costellazione, per il fenomeno di accumulo della luce sulla pellicola, i colori risulterebbero più evidenti; anzi Orione apparirebbe un vero trionfo di colori; nel solo pugnale si noterebbero tonalità rosse, blu e verdastre.<BR>")
document.write("E’ un tentativo questo che può fare chiunque, con una (quasi) normale macchina e pellicola a colori; ovviamente non aspettatevi quelle meravigliose foto che si vedono spesso in televisione o sulle riviste specializzate; per fare quelle occorrono attrezzature professionali. L’unica prerogativa è che la fotocamera sia di tipo manuale e con il selettore dei tempi di esposizione che riporti la lettera B; impostando tale valore l’obbiettivo rimane aperto a tempo indeterminato fin tanto che si tiene premuto il pulsante di scatto. Se magari vi attrezzate con uno scatto flessibile, dal costo di poche migliaia di lire il lavoro sarà senz’altro più semplice. Inquadrate Orione tenendolo non al centro dl mirino ma un po’ sulla sinistra, in modo che con il successivo spostamento non esca dall’inquadratura. Impostate il tempo di esposizione su B, il diaframma aperto al massimo e scattate tre foto lasciando l’otturatore aperto rispettivamente per cinque, dieci, quindici minuti.")
document.write("Le foto vi verranno mosse, probabilmente un po’ impastate e confuse; noterete però delle strisciate luminose di diverso colore e non vi sarà difficile associare tali righe alle stelle costituenti Orione. Provate in notti senza luna ed evitando di inquadrare lampioni o altre sorgenti di luce artificiale.<BR>")
document.write("La bellezza di Orione consiste anche nell’essere circondata da un corteggio di stelle e costellazioni unico. Prolungando idealmente le tre stelle della cintura in basso a sinistra si trova la stella più luminosa in assoluto: Sirio della costellazione del Cane Maggiore; dalla luce di un bianco quasi abbagliante è sicuramente la regina del cielo, oggetto di intenso culto e profondo rispetto da parte degli antichi Egizi, che la identificavano con la dea Sothis. A partire da essa e descrivendo un semicerchio con centro in Orione troviamo Procione (Cane Minore), i due Gemelli Polluce e Castore, la luminosissima Capella (Auriga) ed infine il gruppo delle Pleiadi per poi arrivare alla rossa Aldebaran (Toro). La disposizione delle stelle viene ricordata dai naviganti con le iniziali dei loro rispettivi nomi SPPCCA.<BR>")
document.write("<P><BR>")
document.write("<center>")
document.write("<IMG SRC='febbraio/orion2.gif' border=1>")
document.write("</center>")
document.write("<P><BR>")
document.write("Antichissimo, ricco di immagini retoriche e  di versioni, anche contrastanti tra di loro, è il mito legato a questa figura.<BR>")
document.write("I sumeri identificavano nella costellazione il loro eroe-gigante Gilgamesh e da esso (in sumero URU ANNA) deriva per successivo adattamento l’odierno nome Orione. Per alcuni in esso si deve identificare l’eroe greco Eracle che  però dispone di un’altra costellazione tutta sua sebbene poco appariscente. Comune a queste due versioni è la lotta contro il Toro, rappresentato in cielo dalla vicina stella Aldebaran; Gilgamesh infatti combattè contro il Toro del Cielo mentre una delle fatiche di Eracle fu quella di catturare il Toro di Creta. Nella iconografia ormai consolidata Orione viene rappresentato in lotta con il Toro armato di bastone e con una pelle di leone nell’altra mano. Lo seguono i sui fidi cani da caccia che sono  rappresentati dalle stelle Sirio (Cane Maggiore) e Procione (Cane Minore).<BR>")
document.write("Secondo la mitologia classica Orione era figlio di Poseidone. Avendo offeso la bellissima Merope, figlia del re Enopione fu da questi reso cieco. Mosso a compassione Efesto gli offrì un compagno che gli servisse da guida, Cedalione. Così il gigante cieco Orione camminava con Cedalione sulle spalle alla ricerca del punto ove sarebbe sorto il Sole. I raggi del Sole nascente, colpendo i suoi occhi, gli avrebbero ridato la vista. Interessante questa parte del mito che collega il nome dell’eroe al punto cardinale Est, Oriente, dove sorge il Sole. La posizione astronomica di Orione infatti, essendo posto a cavallo dell’Equatore Celeste è tale che esso sorge esattamente sul punto cardinale Est.<BR>")
document.write("Parimenti interessante è una delle tante versioni relative alla morte di Orione, provocata come spesso accade in questi miti, per un eccesso di presunzione. Il gigante affermò di essere il più abile dei cacciatori e di essere in grado di uccidere qualsiasi animale. La dea Terra fece uscire dal suolo uno scorpione che punse l’eroe a morte.<BR>")
document.write("Trasportati entrambi in cielo, eterni nemici, essi furono sistemati in zone opposte in modo che non vi  potessero mai apparire contemporaneamente. Ancora oggi, in un sempiterno disperato tentativo di fuga e di inseguimento, la costellazione di Orione tramonta quando sorge quella dello Scorpione e viceversa.<BR>")
document.write("</P>")
document.write("</TD>")
document.write("</TR>")
document.write("</TABLE>")
	break

	case 3:
document.write("<TABLE WIDTH=90% ALIGN=CENTER>")
document.write("<TR>")
document.write("<TH ALIGN=CENTER><FONT SIZE=+1><B>SIRIO, LA REGINA DEL CIELO</B></FONT></TH>")
document.write("</TR>")
document.write("<TR>")
document.write("<TD>")
document.write("<DIV P align=Justify>")
document.write("<br>")
document.write("Guardando in direzione Sud, intorno alle ore 21-22, a sinistra ed in basso rispetto alla costellazione di Orione si noterà una stella molto luminosa, dalla luce estremamente bianca e dalla tonalità fredda, tendente all’azzurrognolo. E’ Sirio, la stella regina del cielo, la più brillante in assoluto.")
document.write("Alle nostre latitudini raggiunge una altezza massima di 30°; descrivendo il suo percorso negli strati bassi dell’atmosfera, nelle fredde notti d’inverno il fenomeno della scintillazione ne risulta esaltato tanto che la stella pare che lanci dei segnali a noi terrestri.")
document.write("<P><BR>")
document.write("<center>")
document.write("<IMG SRC='marzo/cani.gif' border=1>")
document.write("</center>")
document.write("<P><BR>")
document.write("Sirio appartiene alla costellazione del Cane Maggiore; la configurazione delle stelle che la formano ricorda in effetti, se non proprio un cane, comunque un animale visto di fianco: Sirio ne è la testa, Mirzam le zampe anteriori, Adhara quelle posteriori ed Aludra l’estremità della coda. La struttura è facilmente  individuabile e riconoscibile.")
document.write("Sirio in greco significava splendente, ardente (in riferimento alla calura estiva), i Fenici la chiamavano l’Abbaiante e gli ebraici Sitior, la stella del Nilo.")
document.write("Su Sirio, sin dall’antichità si è scritto, inventato e narrato una enorme quantità di cose.")
document.write("Come molte altre stelle e costellazioni, questo è certo, veniva usata come “marcatore stagionale”; il suo sorgere, prima del levarsi del Sole, ai tempi degli antichi Egizi si verificava in piena estate e preannunciava l’imminente straripamento del fiume Nilo il quale ricopriva le terre circostanti di prezioso e fertile limo; segnava così la chiusura e l’inizio di un nuovo ciclo di raccolti e coltivazioni e l’inizio di un nuovo anno. Non poteva pertanto, per gli abitanti lungo il corso del fiume, non rivestire una magica importanza tanto da associare alla stella tutta una serie di riti e credenze. Alcuni templi, e pare anche la piramide di Cheope, avevano delle specie di finestre o condotti attraverso i quali in particolari momenti i raggi vivifici della stella potevano penetrare all’interno per portare sulla Terra il messaggio della predilezione celeste.")
document.write("Il nome egizio di Sirio era Sothis e impersonificava la dea dallo stesso nome che più tardi venne fusa con la dea Iside.")
document.write("Quest’ultima era una delle divinità più importanti del mondo egizio, figura estremamente complessa nella quale si deificavanno i vari aspetti della cultura del tempo. Tra le varie impersonificazioni vi era quella di madre, oltre che del re, anche del grano e quindi di tutto il popolo egizio; qui è evidentissimo il riferimento all’associazione sorgere eliaco di Sirio-inondazioni del Nilo-coltivazione del grano.")
document.write("Si riteneva allora che fosse proprio il sorgere di Sirio a determinare materialmente tale sequenza di eventi.")
document.write("L’apparizione di Sirio dava inizio al ciclo Sotiaco, periodo di 1460 anni dopo il quale la stella tornava a ripresentarsi assieme al Sole nello stesso giorno dell’anno. Il sorgere contemporaneo di Sirio e del Sole (sorgere eliaco dell’astro), ogni anno infatti ritardava di circa 6 ore poichè il calendario egizio era composto di 365 giorni esatti. ")
document.write("Alla costellazione del Cane Maggiore si deve inoltre il termine moderno di canicola, che deriva dalla locuzione “i giorni del cane” in riferimento al periodo in cui si osservava la costellazione e che coincideva, anticamente, con il periodo più caldo dell’anno. Sirio stessa veniva chiamata la stella del Cane.")
document.write("Il colore di Sirio è di un bianco intenso e quasi purissimo, ma in passato diversi astronomi, tra cui lo stesso Tolomeo, la descrissero come rossa. Ciò è abbastanza strano in quanto l’astrofisica escluderebbe che in un così breve lasso di tempo (su scala cosmica) l’astro abbia cambiato il suo colore (e quindi la sua temperatura) in maniera così evidente e sostanziale.")
document.write("Si racconta che nelle notti particolarmente serene e buie la luce di Sirio sia in grado di creare delle lievissime ombre: unico caso di ombra stellare! ")
document.write("Sirio è visibile anche di giorno. Puntando la porzione di cielo occupata dalla stella con un binocolo, ed in condizioni atmosferiche ottimali, è possibile vederla, sebbene con po’ di fatica.")
document.write("Tra Sirio e Wezen, ad un terzo di distanza dalla prima vi è l’ammasso aperto contraddistinto dalla sigla M41. Una nuvoletta di stelle visibile con un binocolo.")
document.write("Il Cane Minore è molto meno appariscente; in effetti esso si compone sostanzialmente della sola stella Procione che in greco significa prima del cane, in riferimento al fatto che essa sorge prima del Cane Maggiore. ")
document.write("Uno dei miti più diffusi accredita l’appartenenza di entrambi i cani alla muta di Orione il cacciatore, e la loro vicinanza alla costellazione d’altra parte ne avvalora la tesi.")
document.write("Il Cane Maggiore sembra lanciato all’inseguimento della Lepre, piccola costellazione ai piedi di Orione. Come per tutte le altre costellazioni esistono però diverse versioni e leggende. Un’altra di queste associa il Cane Maggiore a Lelapo, un cane così veloce al quale nessuna preda era in grado di sfuggire. Passato da un proprietario all’altro fu infine ereditato da Cefalo il quale lo portò in Beozia per catturare una volpe ritenuta imprendibile.")
document.write("Lelapo, per quanto veloce non riuscì a catturare la bestia e l’inseguimento sembrava dovesse durare all’infinito. Fu Zeus ad interrompere la caccia trasportando in cielo il cane e trasformandolo in costellazione.")
document.write("Tra le varie leggende relative al Cane Minore ve ne è una interessante perchè crea un po’ di confusione associando impropriamente Sirio a questa costellazione.")
document.write("Essa rappresenterebbe il cane Maera, l’amico fedele di Icaro (non quello del volo, ma per il mondo greco colui che per primo riuscì a produrre il vino). Icaro fu ucciso da alcuni pastori che si erano ubriacati e Maera per il dolore ne morì. Gli assassini di rifugiarono su di un’ìsola sulla quale cadde la maledizione della carestia, dovuta pare agli influssi della stella ardente (Sirio). Il re dell’Isola chiese aiuto a Zeus il quale gli mandò i venti Etesii, i quali ogni anno soffiano per quaranta giorni dal momento del sorgere di Sirio per portare un po’ di refrigerio alla calura estiva che opprime la Grecia e le sue isole.")
document.write("</TD>")
document.write("</TR>")
document.write("</TABLE>")	
	break

	case 4:
document.write("<TABLE WIDTH=90% ALIGN=CENTER>")
document.write("<TR>")
document.write("<TH ALIGN=CENTER><FONT SIZE=+1><B>I GEMELLI, CASTORE E POLLUCE</B></FONT></TH>")
document.write("</TR>")
document.write("<TR>")
document.write("<TD>")
document.write("<DIV P align=Justify>")
document.write("<br>")
document.write("E' una delle costellazioni che circondano Orione (assieme al Cane Maggiore, Cane Minore e Toro) e quindi facilmente identificabile.<BR>")
document.write(" Pur essendo costituita da diverse stelle, le più appariscenti ad occhio nudo sono soltanto due, le famose Polluce e Castore.  Esse sono molto vicine e molto brillanti,  di quasi identica luminostà così che hanno dato origine al nome della costellazione.<BR>")
document.write("I Gemelli possono essere localizzati tracciando idealmente nel cielo la congiungente tra la stella Rigel e la rossa Betelgeuse (entrambi di Orione).<BR>")
document.write("In questo periodo è facilmente visibile in direzione Sud- Sud-Ovest.<BR>")
document.write("Castore è di colore bianco, mentre Polluce è di colore giallognolo. La prima in realtà è una doppia fisica, cioè una coppia di stelle legate effettivamente da un vincolo gravitazionale e non per una semplice questione di prospettiva.<BR>")
document.write("Nella costellazione è visibile un ammasso aperto, cioè un gruppo di stelle sparse ma vicine e legate da forze gravitazionali. Esso sta praticamente a metà strada tra le due stelle e la costellazione di Orione. In condizioni di cielo sufficientemente scuro e trasparente si può osservare ad occhio nudo utilizzando la visione distolta. Facilmente osservabile con un binocolo.<BR>")
document.write("<P><BR>")
document.write("<center>")
document.write("<IMG SRC='aprile/gemelli.gif' border=1><BR><FONT SIZE=-1 COLOR=BLUE>I Gemelli rispetto alla costellazione di Orione</FONT>")
document.write("</center>")
document.write("<P><BR>")
document.write("Ricca e varia è la mitografia relativa a questa costellazione e, come spesso accade per altri personaggi mitologici, non priva di versioni contrastanti. Castore e Polluce, noti anche come i Dioscuri e cioè figli di Zeus, sono considerati gemelli ma una delle versioni più accreditate li reputa solo fratelli. <BR>")
document.write("Le circostanze della loro nascita sono sicuramente insolite e degne di una moderna telenovela.<BR>")
document.write("La loro madre, Leda regina di Sparta, ricevette una visita da Zeus a seguito della quale concepì due gemelli; pare però che lo stesso giorno concepisse altri due gemelli dal legittimo coniuge. <BR>")
document.write("Da queste unioni nacquero due coppie di gemelli, Polluce e Elena (la famosa Elena di Troia) che erano considerati i veri figli di Zeus e pertanto immortali e Castore e Clitennestra, fgli del re Tindaro e quindi mortali.<BR>")
document.write("I due fratelli crebbero legatissimi e affezionatissimi l’un l’altro e vestivano sempre in maniera identica, proprio come fanno i gemelli.<BR>")
document.write("Parteciparono alla spedizione di Giasone alla ricerca del Vello d’Oro ed in tale circostanza si resero molto utili agli Argonauti salvando addirittura la nave stessa durante una tempesta.<BR>")
document.write("Da allora furono considerati protettori dei naviganti, sia dai Greci che, successivamente, dai Romani.<BR>")
document.write("La loro presenza sulle navi si rendeva visibile attraverso ciò che noi oggi chiamiamo fuochi fatui o di S.Elmo: sono delle specie di fiammelle o scintille di natura elettrostatica che durante i temporali appaiono alle estremità delle strutture metalliche delle navi. Quando si manifestavano in coppia erano di buon auspicio e la nave veniva considerata sotto la protezione dei due gemelli; l’apparizione di una sola fiamma era invece considerato un cattivo presagio.<BR>")
document.write("A seguito di avventure non proprio edificanti, Castore e Polluce ebbero a che ridire con un’altra coppia di veri gemelli loro compagni di avventure nella spedizione degli Argonauti.<BR>")
document.write("Castore, il fratello mortale, fu ucciso e Polluce, straziato dal dolore, pianse così disperatamente che Zeus, mosso a compassione, trasportò entrambi in cielo, in modo che rimanessero per sempre vicini l’un l’altro.<BR>")
document.write("</TD>")
document.write("</TR>")
document.write("</TABLE>")
	break

	case 5:
document.write("<TABLE WIDTH=90% ALIGN=CENTER>")
document.write("<TR>")
document.write("<TH ALIGN=CENTER><FONT SIZE=+1><B>IL LEONE</B></FONT></TH>")
document.write("</TR>")
document.write("<TR>")
document.write("<TD>")
document.write("<DIV P align=Justify>")
document.write("<br>")
document.write("Un'altra costellazione molto bella e facile da riconoscere è quella del Leone.")
document.write("Maestosa nelle sue dimensioni ricorda la sagoma di un leone accucciato, pronto a balzare sulla preda.")
document.write("La sua parte più occidentale (la criniera) è simile ad una grande falce, o ad un enorme punto interrogativo ribaltato il cui punto fermo è costituito dalla stella Alphard della costellazione Idra. E' la quinta costellazione zodiacale (l'anno zodiacale inizia con la costellazione dell'Ariete il 21 Marzo) il cui tradizionale segno astrologico <IMG SRC='maggio/leo_simb.gif'> rappresenta con molta evidenza la testa e la criniera di un leone maschio.<BR>")
document.write("La stella principale è Regolo (dal latino Regulus il cui significato è Regolatore, Governatore degli Affari Celesti) . Tale nome fu assegnato nientemeno che da Copernico. Le altre stelle ben visibili sono Denebola (la coda del leone), Zosma (la schiena), Algeiba (la fronte), Adhafera (la criniera).<BR>")
document.write("<BR>")
document.write("<P>")
document.write("<CENTER>")
document.write("<IMG SRC='maggio/leone.gif' BORDER=1><BR><FONT COLOR=Navy>La costellazione del Leone e la stella Alphard dell'Hydra.</FONT>")
document.write("</CENTER>")
document.write("<P>")
document.write("Nella mitologia greca il Leone rappresentava il terribile animale che viveva nelle foreste di Nemea. Una leggenda ritiene che i dodici segni zodiacali rappresentino le dodici fatiche di Ercole di cui la prima fu il combattimento con il Leone.<BR>")
document.write("Questa figura veniva comunque segnalata dagli Egizi già molto prima della creazione delle favole sulle imprese di Ercole. Per gli Egizi significava il periodo dell'intensa calura dell'estate, quando il Sole entrava nel corrispondente segno. Tutt'oggi si indica il momento più caldo dell'estate con il termine solleone che significa appunto il Sole nel segno del Leone, cosa che si verifica, come a tutti noto, dal 21 Luglio al 21 Agosto.<BR>")
document.write("Il leone era l'emblema della ferocia e della violenza perchè gli antichi Egizi subivano gravi danni da parte di questi animali che, durante il gran caldo dell'estate, abbandonavano le loro tane nel deserto per andare verso le più fresche rive del Nilo.<BR>")
document.write("La più nota storia del Leone e di Ercole è quella che racconta come l'Eroe, fosse stato comandato da Giunone di portarle la pelle del più fiero animale che imperversasse nella zona. Incontrata la belva Ercole non riuscì ad ucciderlo nè con la mazza nè con le frecce per cui si dovette risolvere a strangolarlo con le proprie mani nude. Nella iconografia Ercole viene spesso rappresentato coperto dalla sola pelle del Leone.<BR>")
document.write("Tra le stelle Regolo e Denebola si possono osservare  quattro galassie; solo una, la seconda a partire da Regolo, può essere avvistata con un binocolo ma che sia comunque abbastanza potente (almeno un 12x50). Per le altre occorre un telescopio astronomico.<BR>")
document.write("La criniera (o Grande Falce) è sede di una sorgente di stelle cadenti, nominate appunto Leonidi, che dettero grande spettacolo di sè nel 1966. Risulta che furono contate dalle 2000 alle 2500 meteore al minuto e che il cielo fosse addirittura in fiamme. Il fenomeno, per la posizione della Terra in tale momento, fu avvistato solo a cavallo dell'Oceano Pacifico. ")
document.write("<BR>")
document.write("Questa pioggia, o addirittura tempesta, di stelle si ripresenta con particolare intensità a cicli di 33 anni.<BR>")
document.write("</TD>")
document.write("</TR>")
document.write("</TABLE>")
	break

	case 6:
document.write("<TABLE WIDTH=90% ALIGN=CENTER>")
document.write("<TR>")
document.write("<TH ALIGN=CENTER><FONT SIZE=+1><B>L'ORSA MAGGIORE</B></FONT></TH>")
document.write("</TR>")
document.write("<TR>")
document.write("<TD>")
document.write("<DIV P align=Justify>")
document.write("Probabilmente è la più conosciuta di tutte le costellazioni dell’emisfero Nord e senz’altro la più citata. Costituita da sette stelle molto ben visibili sia come luminosità che come raggruppamento.<BR>")
document.write("<P>")
document.write("<CENTER>")
document.write("<IMG SRC='giugno/uma_2.gif' BORDER=1><BR><FONT COLOR='Navy'>Le stelle dell'Orsa Maggiore.</FONT>")
document.write("</CENTER>")
document.write("<P>")
document.write("<BR>")
document.write("Conosciuta, nelle diverse culture e nei diversi tempi, anche sotto la denominazione di Aratro, Ramaiolo, Calesse. Il nome alternativo più diffuso è comunque Grande Carro.<BR>")
document.write("Come nella maggior  parte delle costellazioni è difficile capire da che cosa derivi il nome. Occorre infatti una bella fantasia per scorgere nelle sette stelle la figura di un orso, mentre è  più comprensibile il termine ramaiolo o cucchiaio ed anche aratro. Quattro stelle sono disposte a rettangolo e le tre restanti sono allineate ad arco. Queste tre costituiscono di volta in volta  il timone (per chi la chiama Grande Carro), la coda (Orsa Maggiore), il manico (Ramaiolo), il vomere (Aratro).<br>")
document.write("L'Orsa Maggiore possiede diverse prerogative che la rendono una delle più importanti costellazioni. Intanto, alle nostre latitudini è sempre visibile per tutto l’anno; è una costellazione cioè circumpolare che non sorge nè tramonta; nel punto più basso del suo movimento di rotazione diurna sfiora l’orizzonte rimanendone sempre al di sopra.<BR>")
document.write("<P>")
document.write("<CENTER>")
document.write("<IMG SRC='giugno/uma_1.gif' BORDER=1><BR><FONT COLOR='Navy'>Le varie posizioni che assume lOrsa Maggiore durante la notte, o durante l'anno.</FONT>")
document.write("</CENTER>")
document.write("<P>")
document.write("<BR>")
document.write("Se potessimo stare tutta la notte ad osservare l'Orsa vedremmo che questo suo movimento rotatorio le fa descrivere una traiettoria circolare centrata rispetto ad un punto ben preciso, e che le due stelle opposte alla coda sono sempre allineate con tale punto. Esso è il Polo Celeste Nord, cioè la proiezione del Polo geografico Nord nel cielo, nelle cui immediate vicinanze si trova una stella, la celeberrima  Stella Polare. E’ grazie proprio all’allineamento delle due stelle dell’Orsa, che prendono il nome di Dubhe e Merak e che per l’appunto furono chiamate i Puntatori, che è molto facile individuare la Stella Polare e di conseguenza la direzione del Nord geografico. A qualunque ora della notte, pertanto, e qualunque sia la posizione dell’Orsa, se questa è visibile automaticamente è possibile individuare il Nord.")
document.write("La rotazione dell’Orsa attorno alla Polare, poichè tale movimento è regolare e legato al trascorrere del tempo, può consentire con una certa approssimazione la determinazione dell’ora; ")
document.write("anticamente tramite uno strumento chiamato <A HREF='quaderni/www/notturlabio/WITN_notturlb.htm'>notturlabio</A> o notturnale, costituito da una guida girevole fissata su un disco opportunamente graduato veniva materializzato l’allineamento  proprio del trio Dubhe-Merak-Polare e che veniva considerato alla stregua di una naturale enorme lancetta di orologio. La precisione era ovviamente limitata, ma sufficiente per quei tempi, e dipendeva molto dall’abilità dell’osservatore, ma l’uso dello strumento (alcuni modelli si possono osservare al Museo delle Scienze di Firenze) non richiedeva particolari conoscenze astronomiche ed era molto usato specialmente dai naviganti . La Stella Polare, a sua volta, consente con estrema semplicità la determinazione della Latitudine; la sua altezza sull’orizzonte è infatti pari, salvo piccole discrepanze, alla Latitudine dell’osservatore. Tale angolo veniva misurato con un altro strumento la cui versione moderna è costituita dal sestante. Come si vede, quindi, ")
document.write("questa parte del cielo consentiva da sola di risolvere i problemi più importanti della navigazione: determinazione della direzione del Nord, della Latitudine e dell’ora locale.<br>")
document.write("Se a tutto ciò si considera che il 7 è sempre stato considerato un numero magico è comprensibile la considerazione e l’importanza che gli antichi assegnavano all’Orsa. Da essa deriva poi il termine moderno settentrione; septem triones stava a significare i sette buoi sacri associati alle sette stelle della costellazione.<br>")
document.write("Durante il corso dell’anno, a parità di ora come accade per tutte le costellazioni,  essa assume diverse posizioni nel cielo: in primavera la possiamo ammirare alta sulla nostra testa, in estate verso occidente, in autunno bassa sull’orizzonte a sfiorare le montagne ed in inverno verso oriente.<br>")
document.write("Nella mitologia greca si narra che Giove si invaghì della ninfa Callisto; Giunone per vendetta trasformò lei ed il figlio Arcade in orsi. Per sottrarli alla caccia spietata degli uomini Giove trasformò Callisto nell’Orsa Maggiore ed il figlio nell’Orsa Minore trasferendoli nel cielo, nelle vicinanze del Polo, sotto la sua diretta protezione.")
document.write("</TD>")
document.write("</TR>")
document.write("</TABLE>")
	break

	case 7:
document.write("<TABLE WIDTH=90% ALIGN=CENTER>")
document.write("<TR>")
document.write("<TH ALIGN=CENTER><FONT SIZE=+1><B>L'ORSA MINORE</B></FONT></TH>")
document.write("</TR>")
document.write("<TR>")
document.write("<TD>")
document.write("<DIV P align=Justify>")
document.write("Nel capitolo relativo al mese scorso abbiamo parlato dell’Orsa Maggiore e non possiamo non parlare questa volta della sua minore, ma altrettanto famosa ed importante, sorella.<BR>")
document.write("L’Orsa Minore non è molto visibile, specialmente dai nostri cieli cittadini, essendo costituita da stelle di bassa luminosità, ma se ci rechiamo in zone in cui l’illuminazione artificiale non crea aloni o riverberi essa appare quasi nella sua completezza. Ha la stessa forma dell’Orsa Maggiore, anch’essa è  costituita da sette stelle, ma è più piccola (una sorta di fotocopia ridotta) e disposta  rovesciata rispetto alla sorella maggiore.<BR>")
document.write("<P>")
document.write("<CENTER>")
document.write("<IMG SRC='luglio/umi_1.gif' BORDER=1><BR><FONT COLOR=Navy>Le stelle dell'Orsa Minore.</FONT>")
document.write("</CENTER>")
document.write("<P>")
document.write("E’ assai strano che due costellazioni siano così simili nella forma, nel numero di stelle, siano vicinissime, ed entrambe circumpolari (ovvero visibili tutto l’anno) e oltretutto posizionate in una particolare zona del cielo, nei pressi cioè del Polo Celeste Nord. Tutte queste coincidenze che, è bene precisarlo, sono del tutto fortuite e assolutamente prive di ogni motivazione fisica o astronomica non potevano passare inosservate agli occhi degli antichi osservatori e non colpire la loro fantasia ed il senso del magico che inevitabilmente accompagnava ogni considerazione relativa al cielo.<BR>")
document.write("Chi si sofferma ad osservare l’Orsa Minore per tutta una notte, può notare come essa partecipi al moto di rotazione di tutta la volta stellata mantenendo invariata la posizione di una unica stella; anzi tutta la costellazione ruota attorno a quest’ultima come se vi fosse imperniata. Tale stella, che è una normalissima stella senza alcun particolare pregio, ed oltretutto non particolarmente brillante (è infatti di 2.a grandezza) ha la ventura di trovarsi molto vicina al Polo Nord. Poiché la Terra ruota attorno al proprio asse polare, tale stella giacendo quasi esattamente sul suo prolungamento non partecipa a tale moto apparente mantenendo invariata nel tempo la sua posizione, ed anzi costituendo il centro di rotazione di tutte le altre stelle.<BR>")
document.write("Essa è la Stella Polare; il suo vero nome è Alruccabah ma nessuno lo usa; quando si parla di Stella Polare non vi sono ambiguità; ne esiste una sola in tutto il cielo; essa è la regina, sebbene piccola, e tutte le altre, più o meno grandi, più o meno luminose, sono costrette a  farle la riverenza ruotandole attorno incessantemente e mantenendo le dovute distanze. Abbiamo già accennato il mese scorso all’importanza di questa limitata porzione di cielo, sia dal punto di vista astronomico che pratico, ma questa volta riprendiamo l’argomento approfondendolo e calandolo in quel contesto che ci è peculiare: la navigazione. Problema fondamentale di chi affronta un viaggio in un paesaggio privo di riferimenti geografici è quello di mantenere una direzione ben precisa che gli consenta di arrivare al punto di destinazione senza eccessivi scostamenti.")
document.write("Poichè  i riferimenti non esistono, in mare una direzione vale l’altra ed è oltretutto impossibile capire se si sta andando, non solo nella giusta direzione, ma anche solamente in linea retta anzichè curva. Il secondo problema è appunto quello di stabilire dove si è e se si sta seguendo correttamente la strada prefissata. Tecnicamente si dice che occorre stabilire la rotta e determinare il punto-nave. Oggigiorno  questi due problemi si risolvono molto facilmente e con una precisione tale da poter affermare che, per il navigante, non sono più neanche un problema. Anticamente però le cose erano assai più complicate; ma ecco che questa stella di modesta grandezza che occupa sempre la stessa posizione nel cielo, mentre tutti gli altri astri si muovono, offre inaspettatamente un punto di riferimento stabile e facilmente determinabile.")
document.write("Grazie anche alla vicinanza dell’Orsa Maggiore è possibile individuare con estrema facilità la Polare e riferire ad essa la direzione di spostamento di una nave o di una carovana di cammelli nel deserto. Se con una specie di rozzo goniometro costituito da due bracci mobili incernierati a forma di compasso si controlla continuamente l’angolo tra la direzione della prua e quella della Polare ecco che si riesce a mantenere costante la rotta della nave.<BR>")
document.write("<P>")
document.write("<CENTER>")
document.write("<IMG SRC='luglio/umi_2.gif' BORDER=1><BR><FONT COLOR=Navy>Il cambiamento di posizione dell'Orsa Minore durante le ventiquattr'ore<BR> o durante i dodici mesi dell'anno.</FONT>")
document.write("</CENTER>")
document.write("<P>")
document.write("Un buon nauta antico era in grado di valutare ad occhio tale angolo che ancora oggi viene impiegato nella navigazione moderna. Il secondo problema veniva risolto, ma solo in parte, utilizzando ancora la Polare. Per chiarire meglio l’idea pensate di andare al Polo Nord, poichè la stella Polare è sul prolungamento dell’asse  terrestre, essa si troverebbe esattamente sulla vostra testa; se poteste misurare l’angolo tra la sua visuale ed un punto qualunque dell’orizzonte si vedrebbe che esso è pari a 90°; ma 90° è ")
document.write("anche la latitudine del Polo; quindi per determinare tale coordinata geografica è sufficiente misurare l’altezza (così in Astronomia viene definita) dell’astro. Questo metodo ha bisogno di opportune correzioni in quanto la Polare non coincide esattamente con il Polo ma se ne discosta di una piccola quantità; ciò nonostante, e soprattutto considerando i rozzi strumenti che non consentivano letture molto precise gli antichi, fin dai tempi più remoti erano in grado di determinare la Latitudine di un luogo. Gli strumenti usati per misurare l’altezza della Polare erano inizialmente delle semplici aste graduate, via via perfezionate e trasformatesi in altri più raffinati e precisi strumenti.")
document.write("Dalla balestriglia si passò al quadrante, al quadrante a riflessione ed infine, strumento ancora oggi usato dai naviganti di tutto il mondo, al sestante. La determinazione della Longitudine allora (e fino ad un paio di secoli orsono) non era possibile, per lo meno non con la stessa precisione con cui veniva stabilita la Latitudine, tanto è vero che nelle lunghe traversate lontano dalla costa,  quando possibile, si preferiva navigare più o meno per parallelo (come fece Cristoforo Colombo nei suoi viaggi). Scelta una ben determinata latitudine di navigazione, si controllava con il quadrante l’altezza della Polare fin tanto che non raggiungeva il valore prefissato, quindi si metteva la prua della nave in modo che la Polare stesse sempre esattamente a destra (e in tal caso si navigava verso occidente) o a sinistra (navigazione verso oriente).<BR>")
document.write("La successiva invenzione della bussola (intorno al 1200-1300) affrancò i naviganti dalla schiavitù di osservare la Polare consentendo così di controllare la rotta anche di giorno o con il cielo coperto.<BR>")
document.write("Per la Latitudine, invece,  la Polare ancora oggi è utilizzata dai naviganti di tutto il mondo.<BR>")
document.write("L’importanza della Polare, nella storia dell’Astronomia e della Navigazione, è quindi fuor di discussione; ma come mai la Polare sta proprio in quel punto che meglio non si potrebbe inventare?<BR>")
document.write("Ebbene la Polare è lì per caso, ma non solo, non sempre nel corso dei secoli è stata in tale posizione né lo sarà per il futuro.<BR>")
document.write("Per un fenomeno di natura fisica, la Precessione degli Equinozi, che talvolta abbiamo nominato a riguardo di altri argomenti, tutte le stelle del firmamento, in blocco, tendono a spostarsi. In realtà, tanto per cambiare, non sono le stelle a muoversi ma è la Terra il cui asse di rotazione non mantiene inalterata la sua direzione nello spazio bensì descrive una traiettoria circolare che si chiude dopo circa 26.000 anni. La conseguenza è che noi abbiamo l’impressione che siano le stelle a muoversi, seppure lentissimamente e non apprezzabilmente nella vita di uomo. Questo fenomeno fu scoperto dall’Astronomo Ipparco di Nicea, intorno al 130 A.C. che riscontrò come le coordinate degli astri fossero variate tutte di una data quantità. Questo movimento ciclico dell’asse terrestre fa sì che esso punti a volte su una stella, a volte su un’altra a volte addirittura su nessuna. Quando punta su una stella, qualunque sia, essa prende l'appellativo di Polare.<BR>")
document.write("Nel nostro periodo storico è toccato all’Orsa Minore il privilegio di fornirci questo prezioso riferimento, e così sarà di nuovo tra circa 26.000 anni,  come è già stato 26.000 anni fa, ma ad esempio tra 1000.-2.000 anni non esisteranno stelle polari; fra 5.000 il Polo Celeste Nord sarà in mezzo alla Costellazione Cefeo; tra 11.000 anni sarà la stella Vega (della costellazione Lyra) a svolgere la funzione di Polare. Nessuna sarà comunque vicina al polo così come è stata la nostra piccola Alruccabah.<BR>")
document.write("Certo che è stata una bella fortuna che ci fosse una stella polare proprio nel momento in cui l’uomo  iniziò a solcare i mari e a muoversi sulla superficie della Terra; questo ha consentito e facilitato tale attività e conseguentemente il commercio, lo scambio di idee, il contatto con nuove culture, lo sviluppo delle civiltà.<BR>")
document.write("Nell’emisfero opposto, ad esempio, attualmente non esistono stelle polari che indichino il Polo Sud. Si sente parlare spesso della Croce del Sud, quale omologa della nostra stella Polare, ma in realtà essa è tutta un’altra cosa. Non si tratta di una singola stella ma di una costellazione, costituita da quattro stelle disposte appunto a croce, posta nelle vicinanze non immediate del Polo Sud. Non indica direttamente tale direzione anche se ci si può arrivare allineando opportunamente le maggiori stelle. Certo può essere usata come riferimento ma non allo stesso livello e con la stessa precisione della nostra stella polare.<BR>")
document.write("L’Orsa Minore era già ben nota ai navigatori Fenici che la chiamarono Doube, mentre successivamente gli Arabi la chiamarono “La Guida”.<BR>")
document.write("Le sue due stelle più luminose, Kochab e Pherkad sono indicate anche con il termine “I Guardiani del Polo”, poichè gli ruotano costantemente intorno mantenendo a debita distanza tutti gli altri corpi celesti.<BR>")
document.write("Secondo la tradizione greca l’Orsa Minore si identifica con Arcade, figlio di Callisto (Orsa Maggiore), che amata da Giove fu trasformata dalla gelosa Giunone in orso assieme al figlio.<BR>")
document.write("La costellazione era ben nota anche agli indiani d’America la cui leggenda narra di un gruppo di guerrieri che si erano perduti nella foresta e non riuscivano a trovare la strada del ritorno. Apparve loro una fanciulla che indicò la posizione della Polare e quindi riuscirono a ritornare all’accampamento. Per ricompensa i guerrieri posero la fanciulla nel cielo da dove poteva indicare a tutti la direzione del Nord.<BR>")
document.write("Curiosa e sicuramente più lugubre è l’interpretazione degli Arabi che identificavano nella Polare un gigante che aveva ucciso il guerriero il cui corpo era racchiuso nella Grande Bara (Orsa Maggiore). Per le sue colpe, fu costretto a restare sempre solo e immobile, tenuto a distanza dalle stelle sue compagne che gli ruotano perennemente intorno senza mai avvicinarglisi.<BR>")
document.write("E per finire la Polare non è sola; essa infatti è una stella doppia di magnitudini 2.1 e 9.5. E’ possibile vedere la sua compagna con telescopi a circa 100 ingrandimenti. Un’altra stella doppia è Pherkad che può essere vista anche con un buon binocolo.<BR>")
document.write("</TD>")
document.write("</TR>")
document.write("</TABLE>")
	break

	case 8:
document.write("<TABLE WIDTH=90% ALIGN=CENTER>")
document.write("<TR>")
document.write("<TH ALIGN=CENTER><FONT SIZE=+1><B>IL TRIANGOLO ESTIVO</B></FONT></TH>")
document.write("</TR>")
document.write("<TR>")
document.write("<TD>")
document.write("<DIV P align=Justify>")
document.write("Questa volta parleremo non di una singola costellazione bensì di tre, <IMG SRC='agosto/tri_1.gif' ALIGN=Right BORDER=1>legate tra loro da una configurazione nota con la denominazione Triangolo Estivo.<BR>")
document.write("Triangolo perchè le tre stelle principali delle rispettive costellazioni sono disposte ai vertici di un triangolo rettangolo ed estivo perchè questo gruppo domina il cielo dell’estate. <BR> ")
document.write("Le costellazioni sono: Il <B>Cigno</B>, l’<B>Aquila</B> e la <B>Lira</B> e le tre stelle sono rispettivamente Deneb, Altair e Vega. <BR>")
document.write("Le stelle sono tutte di prima grandezza e pertanto molto ben visibili e la loro disposizione a vertici di triangolo le rende inconfondibili.<BR>")
document.write("Durante i mesi di Luglio-Agosto ed anche Settembre, intorno alle ore 22 sono posizionate sullo Zenith dell’osservatore, cioè sul punto più alto del cielo, proprio sulla nostra testa. ")
document.write("Il triangolo è rettangolo in Vega.  ")
document.write("<br><P>")

document.write("<B>IL CIGNO </B><BR>")
document.write("Al centro della configurazione si stende, con le sue ali aperte ed il suo lungo collo la bella costellazione del Cigno, talvolta nota anche come Croce del Nord. <BR><IMG SRC='agosto/tri_2.gif' BORDER=1 ALIGN=Left>")
document.write("La stella più luminosa è ovviamente <B>Deneb</B> che in arabo significa coda; Albireo costituisce il becco, Al Sadr il petto e le due stelle laterali le punte delle ali spiegate in volo. Deneb è una delle stelle intrinsecamente più luminose, circa 1.000 volte più del nostro Sole. <BR>")
document.write(" Il Cigno è completamente immerso nella Via Lattea; la sua osservazione con un semplice binocolo ed in condizioni atmosferiche e di visibilità ottimali consente di vedere uno sfondo fittamente trapuntato di minutissimi diamanti.<br>")
document.write("Questo fondale è interrotto da un cosiddetto Sacco di Carbone posto tra Deneb e la punta dell’ala destra. Con questo termine gli astronomi indicano delle nubi di materiale cosmico opaco costituito da polveri e gas che oscurano le stelle dello sfondo in modo da renderle invisibili. Sempre in condizioni ottimali di visibilità è agevolmente percepibile anche ad occhio nudo.")
document.write("<BR>Alla destra di Deneb, un po’ arretrata rispetto al corpo della costellazione si trova la famosa Nebulosa California o del Nord America. E’ stata così denominata perchè la sua forma ricorda molto da vicino tale zona geografica. Osservabile, con qualche difficoltà, anche con binocoli. <BR>")
document.write("Diverse sono le associazioni mitologiche con questa costellazione sempre comunque collegata alla figura di un uccello in volo.")
document.write("<BR>Secondo i Greci essa rappresenterebbe il musicista per eccellenza dell’antichità, Orfeo, che ucciso dalle sacerdotesse di Bacco fu trasformato in cigno e posto nel cielo vicino al suo strumento, la Lyra. ")
document.write("<P><BR>")

document.write("<B>LA LYRA </B><BR>")
document.write("Costellazione di per sè poco appariscente e molto piccola, praticamente si identifica con la sua stella principale, <B>Vega</B>, tanto che i Romani talvolta la indicavano anche con il nome della costellazione stessa.") 
document.write("<BR><IMG SRC='agosto/tri_3.gif' BORDER=1 ALIGN=Right>")
document.write("Vega è una delle stelle più luminose del cielo ed ha un particolare record; è stata la prima ad essere impressa su una lastra fotografica, nel 1850, quando la dagherrotipia fu applicata alla ricerca astronomica.<BR> 14.000 anni fa Vega ebbe il privilegio di essere la stella polare di turno, così come lo sarà di nuovo tra circa 12.000 anni. <BR>E’ sicuramente la stella polare più luminosa di cui l'umanità, nel corso dei millenni, possa disporre. <BR>")
document.write("La costellazione rappresenta lo strumento musicale inventato da Mercurio ed offerto in dono ad Apollo, il quale a sua volta lo donò al musico degli Argonauti, Orfeo. ")
document.write("<P><BR>")

document.write("<B>L’AQUILA </B><BR>")
document.write("<BR><IMG SRC='agosto/tri_4.gif' BORDER=1 ALIGN=Left>")
document.write("Anche questa costellazione è molto piccola, ma facilmente riconoscibile per la stella principale, <B>Altair</B>, affiancata da due stelle più piccole ma ben visibili.<BR>")
document.write("Il terzetto, quasi perfettamente allineato conduce sulla stella Vega. ")
document.write("Altair costituisce la  testa dell’Aquila e le due stelle affiancate sono le due ali.<BR> ")
document.write("Diverse le leggende e i racconti mitologici legati a questa costellazione; si racconta che fosse l’uccello che divorava gli organi vitali di Prometeo mentre per altri era l’uccello sacro a Giove che rapì il giovane Ganimede, coppiere dell’Olimpo. <BR>")
document.write("La costellazione  è nota fin dall’antichità più remota; fu rappresentata in molte monete romane e una sua raffigurazione è stata riconosciuta su una pietra,  datata 1200 a.c., trovata in Mesopotamia.")
document.write("</P>")
document.write("</TD>")
document.write("</TR>")
document.write("</TABLE>")
	break

	case 9:
document.write("<TABLE WIDTH=90% ALIGN=CENTER>")
document.write("<TR>")
document.write("<TH ALIGN=CENTER><FONT SIZE=+1><B>IL QUADRATO DI PEGASO</B></FONT></TH>")
document.write("</TR>")
document.write("<TR>")
document.write("<TD>")
document.write("<DIV P align=Justify>")
document.write("E’ una costellazione facilmente riconoscibile per la sua caratteristica forma a quadrilatero; c’è da domandarsi, tema ricorrente un po’ per tutte le costellazioni, come gli antichi abbiano fatto a vedere in un quadrato un cavallo alato; ma tant’è, la  associazione tra figure di stelle e figure mitologiche sfugge ad ogni logica comprensione e rispetta forse altre regole che prescindono dalle forme e si basano sulla vicinanza dei vari raggruppamenti.<BR>")
document.write("In questa parte del cielo, forse più che in tutto il restante, si concentra una serie di costellazioni cosiddetta nota come la “Famiglia Reale” perchè i componenti sono legati da vincoli di parentela o da avvenimenti che li hanno accomunati. Così assieme a Pegaso si trova l’Andromeda, con cui addirittura condivide una stella, la vanitosa regina Cassiopea e l’inetto re Cefeo, genitori di quest’ultima, l’eroe Perseo ed il mostro marino cui Andromeda doveva essere sacrificata e che è identificato dalla costellazione della Balena.<BR>")
document.write("In questa parte di cielo ogni notte ognuna di queste costellazioni prende vita sotto le spoglie dei mitici personaggi e ripropone la rappresentazione delle loro drammatiche avventure.<BR>")
document.write("Probabilmente la denominazione delle costellazioni, a parte casi indiscutibili come il Leone e lo Scorpione ove la disposizione delle stelle ricorda effettivamente la sagoma dell’animale, rispetta maggiormente l’esigenza di tenere vicini i personaggi di questi mitologici racconti.<BR>")
document.write("<P>")
document.write("<CENTER>")
document.write("<IMG SRC='settembre/pegaso.gif' BORDER=1><BR><FONT COLOR=Navy>Pegaso legato ad Andromeda, e le costellazioni vicine.</FONT>")
document.write("</CENTER>")
document.write("<P>")
document.write("Pegaso nacque in maniera assai insolita, anche se nella mitologia si hanno frequenti casi del genere, dalla testa recisa della Gorgone Medusa.")
document.write("Le Gorgoni erano tre sorelle mostruose, ricoperte da scaglie di drago, con zanne di cinghiale e ali d’oro. Avevano il potere di trasformare in pietra chiunque osasse fissare il loro sguardo. Medusa pare che in gioventù fosse bellissima; fu trasformata nel mostro quale ci è noto per la solita ripicca di una dea in qualche modo offesa. Le sue fluenti chiome diventarono  un groviglio di serpenti.<BR>")
document.write("L’eroe Perseo, fu inviato dal re Polidette a tagliare la testa della Medusa con la, non tanto, recondita speranza che venisse trasformato in pietra. Egli invece riuscì nell’impresa e dalla testa recisa del mostro nacque il cavallo alato Pegaso ed il guerriero Crisaore.<BR>")
document.write("Pegaso divenne in seguito il destriero di Bellerofonte che, volendo sfruttare i poteri del cavallo, perì nella blasfema impresa di raggiungere di dei sull’Olimpo.<BR>")
document.write("Il cavallo fu quindi utilizzato da Zeus per trasportare i tuoni e i suoi fulmini e poi fu da questi posto tra le costellazioni.<BR><P>")
document.write("Delle quattro stelle che formano i vertici del cosiddetto Grande Quadrato di Pegaso, in realtà una (Alpheratz) appartiene alla costellazione Andromeda. Fin dall’antichità si è però considerato che tale stella fosse condivisa tra le due costellazioni, allo scopo di non rinunciare alla evidente e regolare conformazione quadrata di Pegaso; le due costellazioni risultano pertanto legate tra di loro. <BR>")
document.write("Nelle immediate vicinanze vi sono altri due asterismi facilmente individuabili. il Triangolo e le due stelle della costellazione zodiacale dell’Ariete.<BR>")
document.write("Nei pressi della stella Enif (il naso del cavallo) si può osservare un ammasso globulare: una palla di stelle che se osservata con un normale binocolo appare come una piccola stella nebulosa.<BR><P>")
document.write("Intorno alla metà del mese di Settembre, al crepuscolo serale la costellazione è in direzione Est, ad una altezza media di una trentina di gradi e appare orientata come nella figura. Passa in meridiano intorno all'una di notte e al crepuscolo mattutino si avvia al tramonto.")
document.write("</TD>")
document.write("</TR>")
document.write("</TABLE>")
	break

	case 10:
document.write("<TABLE WIDTH=90% ALIGN=CENTER>")
document.write("<TR>")
document.write("<TH ALIGN=CENTER><FONT SIZE=+1><B>PERSEO</B></FONT></TH>")
document.write("</TR>")
document.write("<TR>")
document.write("<TD>")
document.write("<DIV P align=Justify>")
document.write("Quasi sul prolungamento di Andromeda, a metà strada tra la classica W di Cassiopea e la luminosissima stella principale di Auriga (Capella) si trova una costellazione legata alla figura mitica di Perseo. Dalla forma poco definita e caratterizzata  non è facilmente memorizzabile da parte di chi non è abituato ad osservare continuamente il cielo.<BR>")
document.write("La zona del cielo è quella “riservata” alla saga familiare di Andromeda e popolata da costellazioni che fanno riferimento tutte a personaggi mitologici legati tra loro. Vi si  trovano infatti Cassiopea, Cefeo, Andromeda, Pegaso e Perseo stesso. Tale gruppo di costellazioni veniva chiamato dagli antichi astronomi la Famiglia reale delle Costellazioni.<BR>")
document.write("<P>")
document.write("<CENTER>")
document.write("<IMG SRC='ottobre/perseo.gif' BORDER=1><BR>")
document.write("</CENTER>")
document.write("<P>")
document.write("La costellazione è parzialmente circumpolare. Ciò significa che, essendo molto vicina al Polo Celeste Nord (alla Stella Polare, per intenderci) durante la sua rotazione diurna rimane quasi sempre sopra l’orizzonte, quindi non sorge nè tramonta mai. In realtà di essa solo la stella principale Mirfak è  veramente circumpolare, mentre la parte restante costituita dalle altre stelle, in particolare Algol,  è sorgente e tramontante.<BR>")
document.write("Algol significa il Demonio. Si ritiene che tale denominazione sia da attribuire alla variabilità di intensità luminosa della stella, abbastanza accentuata, anche se non risulta che gli astronomi Arabi abbiano annotato da qualche parte questa caratteristica.<BR>")
document.write("La variabilità di Algol fu notata per primo da Ipparco e successivamente anche da Tolomeo ma le cognizioni scientifiche di allora non consentivano di andare al di là della semplice annotazione.<BR>")
document.write("Fu lo scienziato Goodricke, nel 1783, che determinò con accurate osservazioni il periodo di variazione della magnitudine:  ogni 2 giorni e 21 ore circa la stella perdeva più o meno 1 grandezza per un intervallo di 8 ore. Goodricke suppose che questa regolare ritmicità fosse da attribuire ad un corpo più scuro ruotante attorno ad Algol la cui interposizione determinava il calo di luminosità. Recenti ricerche hanno stabilito che il sistema è composto non da due ma da tre o quattro corpi ruotanti con possibile scambio di materia tra di loro, il che giustificherebbe le ulteriori minime irregolari variazioni di periodo.<BR>")
document.write("Legata a questa costellazione è la famosa pioggia di stelle che si verifica ogni anno intono al 13 Agosto e nota con la dizione popolare di Lacrime di S.Lorenzo. Le stelle cadenti infatti paiono irradiarsi da un punto all’interno del Perseo e la pioggia di meteore, astronomicamente, prende il nome di Perseidi.<BR>")
document.write("Nei pressi di Algol è osservabile, con un binocolo, un ammasso aperto costituito da un’ottantina di stelle.<BR>")
document.write("Più a nord, vicino alla Cassiopea vi è un doppio ammasso noto come Impugnatura della spada di Perseo, costituito complessivamente da circa 600 stelle. In buone condizioni di visibilità può essere percepito ad occhio nudo come un tenue chiarore nebuloso, ma già l’osservazione al binocolo consente di separare i due gruppi.<BR>")
document.write("Mirfak, vista con un binocolo appare circondata da un bel gruppetto di stelle. Una curiosità: la densità di Mirfak è centomila volta inferiore a quella dell’acqua, mentre il suo raggio è circa settanta volte quello del Sole.<BR>")
document.write("<BR>")
document.write("Perseo, di ritorno dall’uccisione della Medusa, vide la principessa Andromeda incatenata ad uno scoglio in attesa di essere sacrificata ad un mostro marino. Assistevano al sacrifizio la vanitosa madre regina Cassiopea, seduta su uno scranno, e l’incapace re Cefeo.<BR>")
document.write("Perseo trasformò il mostro, oggi associato alla costellazione Balena, in pietra mostrandogli la testa recisa della Medusa e liberò la fanciulla, sposandola. La W, o M a seconda dell’orientamento in cielo, della costellazione di Cassiopea, ricorda, con molta fantasia, il profilo di una sedia; per tale motivo gli antichi associarono la configurazione stellare alla mitologica regina.<BR>")
document.write("Nelle antiche carte stellari, ricche di immagini e decorazioni artistiche, Perseo era raffigurato con la spada sguainata e la testa recisa della Medusa in mano, tenuta per i capelli.")
document.write("</TD>")
document.write("</TR>")
document.write("</TABLE>")
	break

	case 11:
document.write("<TABLE WIDTH=90% ALIGN=CENTER>")
document.write("<TR>")
document.write("<TH ALIGN=CENTER><FONT SIZE=+1><B>LE PLEIADI</B></FONT></TH>")
document.write("</TR>")
document.write("<TR>")
document.write("<TD>")
document.write("<DIV P align=Justify>")
document.write("Il gruppo delle Pleiadi veniva anticamente considerato come una costellazione autonoma; oggigiorno non gli viene riconosciuta questa indipendenza e fa parte, assieme al gruppo delle Iadi, della costellazione del Toro, rappresentandone, dato il suo aspetto, il ciuffo estremo della coda dell’animale.<br>")
document.write("Le sue caratteristiche astronomiche, osservative e mitologiche consentono che in questa sede  venga trattato a parte conferendogli quella dignità e quell’onore che spettano alle maggiori costellazioni; anzi in queste brevi note, per semplicità espositiva, talvolta, seppur impropriamente, lo definiremo in tale maniera.<br>")
document.write("Le Pleiadi non sono una costellazione vera e propria dunque, ma un ammasso stellare aperto; è uno di quei rari casi nel cielo in cui le stelle di un gruppo visibile ad occhio nudo sono realmente, e non prospetticamente come accade per le altre costellazioni, legate tra di loro da vincoli gravitazionali; l’attributo di aperto è dovuto semplicemente al fatto che la distribuzione dei componenti è “sparsa” senza una particolare configurazione geometrica. Questo oggetto è indubbiamente uno dei più belli visibili ad occhio nudo che il cielo ci possa mettere a disposizione.<br>")
document.write("<center>")
document.write("<IMG SRC='novembre/pleiadi_3.gif'>")
document.write("</center>")
document.write("Non è molto luminoso, e per questo motivo lo si nota più facilmente con la coda dell’occhio (si dice con visione distolta) che non guardandolo direttamente; osservando il cielo, magari guardando Aldebaran od Orione ad un certo punto si nota sulla destra un qualcosa di indistinto e debolmente illuminato, quasi come una nuvoletta; quello è il gruppo delle Pleiadi.  Il contorno del gruppo ricorda la forma dell’Orsa Maggiore o di un odierno punto interrogativo e fissandolo a lungo chi possiede una vista acuta riesce a separare i componenti e a contare almeno sei puntini luminosi; sono evidentemente le stelle più appariscenti dell’ammasso. Chi ha una vista super arriva a vederne fino a sette, ma si racconta di persone che ne hanno contate anche dodici. Il gruppo in realtà è composto da migliaia di stelle la cui presenza è rilevabile solo con tecniche fotografiche o strumenti professionali. La distanza dalla Terra è di circa 350 anni-luce mentre il diametro dell’ammasso è di 12 anni-luce.")
document.write("Noto fin dalla più remota antichità fu usato, alla stregua delle principali costellazioni, come marcatore di calendario; gli antichi Greci, quando il sorgere delle Pleiadi anticipava quello del Sole mietevano il grano (Maggio),  mentre quando tramontavano all’alba (Novembre) era tempo di aratura e di preparazione dei campi.<br>")
document.write("Le sette stelle principali furono, dalla mitologia greca, associate alle sette figlie di Atlante, re della Mauritania, e di sua moglie Pleione; pertanto fin dall’antichità sono note anche come le Sette Sorelle; a tal proposito, poichè solo sei sono facilmente visibili ad occhio nudo diverse leggende sono nate attorno alla settima stella considerata una Pleiade perduta. Eratostene affermava che fosse Merope, la meno brillante perchè, così si racconta, si nascondeva dalla vergogna essendo l’unica sorella ad avere sposato un comune mortale:Sisifo.<br>")
document.write("Altri invece considerano la sorella perduta Elettra che, come sostiene Ovidio, si coprì gli occhi con una mano per non assistere alla distruzione di Troia, fondata dal figlio Dardano.<br>")
document.write("<center>")
document.write("<IMG SRC='novembre/pleiadi_4.gif'>")
document.write("</center>")
document.write("La più luminosa è Alcyone mentre le altre sono Maia, Taigete, Sterope e Celeno. Taigete dette il nome alla montagna che sovrasta Sparta avendo generato Lacedemone, fondatore e primo re della città greca. <br>")
document.write("Come si vede questo gruppo è ricco di riferimenti ad antiche leggende e miti a testimoniare la grande attenzione di cui fu oggetto da parte degli antichi osservatori.")
document.write("Alle Sette Sorelle furono in tempi moderni aggiunti anche i due genitori: Atlante e Pleione.")
document.write("Fotografando la costellazione si nota che in particolare Merope e Maya sono annegate in vapori nebulosi che talvolta, seppur con difficoltà, in serate particolarmente limpide, si possono  intravedere anche con un binocolo.<br>")
document.write("<P>")
document.write("<CENTER width=90%>")
document.write("<TABLE>")
document.write("<TR>")
document.write("<TD width=50% align=Center>")
document.write("<IMG SRC='novembre/pleiadi_2.jpg'>")
document.write("<BR><FONT COLOR=Blue><I>Fotografia delle Pleiadi che le mostra come più o meno sono visibili con un comune binocolo</I>")
document.write("<BR><FONT SIZE=-2>(Fotografia di Uliano Bietola e pubblicata su NUOVO ORIONE Febbraio 98)")
document.write("</TD>")
document.write("<TD width=50% align=Center>")
document.write("<IMG SRC='novembre/pleiadi_1.jpg'>")
document.write("<BR><FONT COLOR=Blue><I>Fotografia delle Pleiadi a lunga posa che mostra le nebulosità in cui sono immerse alcune stelle</I>")
document.write("<BR><FONT SIZE=-2>(Per gentile concessione della rivista NUOVO ORIONE - Gennaio 98)")
document.write("</TD>")
document.write("</TR>")
document.write("</TABLE>")
document.write("</CENTER>")
document.write("<P>")
document.write("Sulla sinistra delle Pleiadi, e vicinissimo alla stella Aldebaran (l’occhio del Toro), si trova un altro ammasso aperto cui gli antichi hanno dato il nome di Iadi. E’ meno visibile e sicuramente meno spettacolare dell’altro, e nonostante la vicinanza apparente non ha nessun legame con il primo; questo infatti è distante solo 150 anni-luce. La sua casuale e apparente vicinanza ha fatto sì che gli antichi associassero i componenti di questo secondo gruppo alle altre figlie di Atlante avute dalla ninfa del mare Etra.<br>")
document.write("Anche qui le leggende si sprecano e a volte sono in contraddizione tra di loro. Il numero delle stelle componenti, nel corso dei secoli, oscillò tra quattro e sette, mentre Esiodo, forse per esigenze poetiche, ne considerò solo cinque tante quante furono le mitologiche sorelle. Controverso è anche l’origine del nome; Ovidio asserisce che deriva dal greco hyein (piovere) perchè il loro sorgere in certi periodi dell’anno annunciava l’epoca delle piogge; altri invece lo riferiscono a Hyas (Ionte), il loro sfortunato fratello ucciso da una leonessa.<br>")
document.write("I Romani, sicuramente più prosaici, le chiamavano <b>suculae</B>, cioè porcellini, o perchè ricordavano loro un branco di animali o perchè il loro apparire in cielo segnava il periodo dell’uccisione del maiale.")
document.write("</TD>")
document.write("</TR>")
document.write("</TABLE>")
	break

	case 12:
document.write("<TABLE WIDTH=90% ALIGN=CENTER>")
document.write("<TR>")
document.write("<TH ALIGN=CENTER><FONT SIZE=+1><B>CASSIOPEA ED IL SUO CONSORTE CEFEO</B></FONT></TH>")
document.write("</TR>")
document.write("<TR>")
document.write("<TD>")
document.write("<DIV P align=Justify>")
document.write("Guardando in direzione della Stella Polare, dalla parte opposta dell’Orsa Maggiore, esiste un gruppo di cinque stelle che, a seconda del periodo dell’anno e dell’ora di osservazione, appaiono disposte come una M oppure una W.<br>")
document.write("E’ la costellazione di Cassiopea.<br>")
document.write("E’ facilmente riconoscibile per la luminosità delle sue stelle ed oltretutto è visibile per tutto l’anno e per tutta la notte. <br>")
document.write("E’ infatti una costellazione circumpolare; ciò significa che data la sua vicinanza al Polo Celeste Nord, per effetto del moto di rotazione diurno della Terra (e apparente del cielo) essa ruota intorno alla Stella Polare senza mai andare al disotto dell’orizzonte, come invece accade per la maggior parte delle stelle, ed in particolare per i due astri con i quali abbiamo maggiore confidenza: il Sole e la Luna.<br>")
document.write("<P><BR>")
document.write("<center>")
document.write("<IMG SRC='dicembre/cassio.gif' border=1>")
document.write("</center>")
document.write("<P><BR>")
document.write("E’ proprio a causa di questa rotazione che assume talvolta la forma di M e tal altra di W. Vicino a Cassiopea c’è la costellazione di Cefeo; è costituita da stelle poco appariscenti, ad esclusione di Alderamin ed è poco caratterizzata per cui nei cieli della città risulta difficlmente individuabile.<br>")
document.write("Anche Cefeo è completamente circumpolare, cioè tutte le sue stelle, qualunque sia l’ora del giorno e della notte, sono sempre al di sopra dell’orizzonte.<br>")
document.write("Secondo la mitologia Cefeo era il re d’Etiopia, sposo di Cassiopea e padre di Andromeda; accomunati dalle vicende a Perseo, Pegaso e al mostro marino della Balena, anche in cielo le rispettive costellazioni sono vicine l’un l’altra e costituiscono un gruppo noto come la Famiglia Reale. Parlare di una di queste costellazioni, o personaggi mitologici, comporta di parlare anche di tutte le altre.<br>")
document.write("La responsabile della vicenda è proprio Cassiopea che pare fosse bellissima. Un giorno,mentre si ravviava la lunga chioma, esaltando la propria bellezza osò asserire di essere più bella anche delle Nereidi, le famose ninfe del mare figlie di Nereo. Una di esse, Anfitrite, era addiritura la moglie di Poseidone dio del mare, la quale offesa da tale ostentazione di vanità chiese al marito di punirla. Poseidone inviò un mostro marino, oggi identificato nella costellazione della Balena, a razziare e mettere a soqquadro la costa di Etiopia. Al re Cefeo, per far cessare tale piaga fu chiesto di sacrificare al mostro la bella figlia Andromeda che pertanto fu incatenata ad uno scoglio.<br>")
document.write("Andromeda fu salvata all’ultimo istante da Perseo sul suo cavallo alato Pegaso.<br>")
document.write("Come nelle favole più moderne, per ricompensa Andromeda fu concessa in sposa a Perseo, ma le cose non filarono così lisce come il re avrebbe voluto. Pare infatti che Cefeo avesse già promesso la figlia al proprio fratello Fineo il quale ovviamente si risentì del mancato matrimonio e, nel bel mezzo del banchetto nuziale, entrò nella sala per reclamare il proprio diritto. Ne nacque un aspro combattimento, descritto da Ovidio nelle Metamorfosi, in cui Cefeo pare che non si fosse distinto per particolari doti di forza e coraggio. Toccò al solito Perseo risolvere la situazione ed uccidere gran parte dei nemici.<br>")
document.write("La scarsa considerazione, dal punto di vista mitologico, in cui gli antichi tenevano Cassiopea e Cefeo la si riscontra nella posizione che loro è stata assegnata nel cielo. La vicinanza al Polo Celeste e la loro conseguente circumpolarità obbliga le costellazioni ad apparire spesso a testa in giù: un atteggiamento non certo regale.<br>")
document.write("E’ interessante notare come invece in altre circostanze la vicinanza al Polo sia stata considerata una posizione di particolare privilegio; tale è il caso dell’Orsa Minore e Maggiore.<br>")
document.write("La forma di Cassiopea suggeriva agli antichi la forma stilizzata di una sedia, di un trono, dal quale si narra che la cinica madre stesse ad osservare impassibile il sacrificio della figlia. In tale posizione è per lo più raffigurata nelle antiche mappe celesti.<br>")
document.write("Lungo la congiungente Ruchbah-Navi vi sono due ammassi stellari individuabili con un po’ di difficoltà con un binocolo e meglio apprezzabili con un telescopio, anche se modesto.<br>")
document.write("La costellazione di Cefeo, l’inetto re, ha avuto ed ha una notevole importanza per la determinazione delle distanze stellari. La stella Delta Cephei è una variabile regolare a breve periodo. Nel 1911 l’astronoma americana Miss H.Leavitt scoprì che esiste una relazione matematica tra il periodo di variabilità e la magnitudine assoluta (grandezza visuale intrinseca della stella); poichè a sua volta esiste una relazione che lega la magnitudine assoluta, quella apparente (l’unica che noi possiamo direttamente misurare) e la distanza dalla Terra fu possibile determinare la distanza di Delta Cephei. Tale metodo, tutt’oggi usato, si applica a tutte quelle stelle che hanno le stesse caratteristiche di Delta Cephei e che da allora sono denominate Cefeidi proprio per la  tipologia di variabilità cui appartengono.")
document.write("</TD>")
document.write("</TR>")
document.write("</TABLE>")
	break
	}
}