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I QUADERNI DELL'ALMANACCO

L'ASTROLABIO

di Franco Martinelli

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CONCLUSIONE

Il nostro trattello sull'astrolabio è finalmente concluso. Il nostro lavoro non vuole ovviamente essere esaustivo nè tanto meno perfetto; è solo un modesto contributo, tra i tanti che si possono trovare su internet, per una migliore comprensione di uno degli strumenti scientifici più geniali che l'uomo abbia mai inventato.
Ci auguriamo che qualcuno abbia tratto giovamento da quanto abbiamo presentato e se qualcuno è riuscito a realizzarne uno sulla base delle nostre indicazioni riteniamo che la nostra fatica abbia raggiunto il suo scopo.
Se qualcuno vorrà inviarci fotografie della eventuale realizzazione dello strumento, saremo lieti di pubblicarle sulle pagine di questo sito, ma prima di chiudere consentiteci ancora un paio di annotazioni

GLI ASTROLABI MODERNI
L'astrolabio è uno strumento medievale, ma data la sua estrema versatilità ciò non toglie che in versioni più semplici e moderne sia tutt'oggi utilizzato, in alcuni casi anche a livello professionale.
L'uso più frequente è quello di semplice presentatore del cielo ad uso di astrofili e appassionati che, non avendo ancora dimestichezza con le stelle, hanno bisogno di qualcuno, o qualcosa, che li aiuti a riconoscerle. Il concetto di base rimane identico a quello dell'astrolabio planisferico; si tratta di due dischi sovrapposti, di cui uno trasparente, sui quali sono rappresentati l'insieme delle stelle fisse e l'orizzonte dell'osservatore, in genere calcolato per una sola latitudine. La rotazione di un disco rispetto all'altro permette di rappresentare le stelle visibli al di sopra del proprio orizzonte.
Un esempio è quello riportato nell'immagine a fianco, prodotto dalla rivista Nuovo Orione.

Molto noto tra i naviganti è un tipo di astrolabio conosciuto come star finder. E' costituito da un disco di plastica bianca e rigida sulle cui entrambe facciate sono riportate solo le stelle cosiddette navigabili, cioè quelle più frequentemente utilizzate dai marinai per le loro osservazioni astronomiche (una settantina circa).
Vi sono inoltre nove dischi trasparenti intercambiabili su cui sono tracciati gli almicantarath e i cerchi verticali, ognuno per una data latitudine.
Sovrapponendo i dischi e orientandoli opportunamente è possibile misurare l'altezza e l'azimuth delle stelle.
Lo strumentino serve a individuare quali siano le migliori stelle osservabili al momento dei crepuscoli nautici e quindi programmare l'insieme delle osservazioni con il sestante per la determinazione del punto nave astronomico.
E' inoltre fornito un decimo disco che consente di disegnare a matita sul supporto di base la posizione dei pianeti o di altre stelle.

POV-RAY
Il POV-RAY, abbreviazione di Persistence of Vision è un potentissimo programma di creazione di immagini virtuali fotorealistiche.
Descrivendo una serie di oggetti e ambientandoli in un dato contesto il programma si occupa di ricostruire la scena nei minimi dettagli di ombre e luci creando una immagine estremamente realistica e che, nelle mani di esperti utenti, spesso diventa indistinguibile da una fotografia.
Il bello è che il programma, sostenuto da un team internazionale di appassionati, è completamente gratuito.
Tutte le immagini che hanno corredato questa serie di articoli dedicata all'astrolabio sono state ottenute con il POV-RAY costruendo nei minimi dettagli ed in tutte le sue parti uno strumento virtuale e perfettamente funzionante. Per chi conosce già il POV-RAY, o chi vuole provare ad utilizzarlo, viene fornito il file completo dell'astrolabio, sufficientemente documentato per comprenderme la logica realizzativa.
L'astrolabio virtuale è personalizzabile in latitudine. Questo significa che è possibile impostare una qualunque latitudine da 0° a 90° ed il programma provvederà a calcolare automaticamente linee e curve della lamina.
Il file può essere scaricato da questa pagina. Il POV-RAY può essere scaricato da chiunque, direttamente dal sito www.povray.org.


Scarica il file Astrolabio.POV

collegati al sito POV-RAY


BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Per la stesura di questo articolo sono state consultate le seguenti pubblicazioni:

  • A treatise on the astrolabe - G.Chaucer
  • The history and practice of ancient astronomy - J. Evans
  • Masterpieces from the time museum - Sotheby's
  • L'astronomia - F. Hoyle
  • Meridiane - R.Rhor
  • L'astronomia prima del telescopio - C. Walker
  • Il libro degli astrolabi - N. Severino
  • Di un astrolabio settentrionale - Coelum 12/96 A.Da Schio
  • Le proiezioni...sulla costruzionre dell'Astrolabio di Arcetri - Andreoni - Forti - Ranfagni
Sono stati letti articoli di riviste occasionalmente capitatemi tra le mani, voci di enciclopedie di cui non sono più in grado di citare i riferimenti.
Sono stati inoltre consultati diversi siti Internet.
Non ne riporto qui i vari indirizzi, in quanto spesso soggetti a variazioni e spostamenti. Chi vuole scandagliare la rete potrà utilizzare un qualunque motore di ricerca, meglio se più di uno, digitando le voci: astrolabio, astrolabe, astrolabes, astrolabium.



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